martedì 7 dicembre 2010

Senza nome, senza amore.

Sulla città scende la notte
per i vicoli sorge il giorno nuovo
nei sottoscala piange una madre,
il figlio moriva
lontano
sulla terra d’un Dio
senza nome
senza faccia
senza dignità
senza amore,
il sangue sporcava la polvere nel buio d’una strada campestre.
Un bambino
correva
si cuoceva
cantava
figlio d’un padre malato
del  male
del male,
mai sazio d’un oro che dona dolore
che par che doni amore.
Quel padre dal sangue soffocato
sulla polvere espiò
il sordo e nero male del mondo,
freccia che d’arco passa e trafigge il legno di cui fu fatta
il sangue del sangue suo bagna ora la terra ch’invano
di pianto la madre terse.
Sulla città sorge il giorno
nell’animo più cupo
nel giorno tale
e mai
più giocondo.

Nessun commento:

Posta un commento